Ognuno di noi sviluppa nel tempo convinzioni, abitudini e modi di comportarsi che finiscono per diventare parte della propria quotidianità. Alcuni derivano dall'esperienza personale, altri dall'educazione ricevuta, dalle conoscenze acquisite o dal confronto con gli altri. Con il tempo, molti di questi riferimenti diventano così familiari che raramente ci fermiamo a considerarli da un altro punto di vista. Spesso arriviamo persino a identificarci con essi, attribuendoli al nostro temperamento, alla nostra indole, alla nostra tendenza, al nostro carattere, alla nostra personalità o, più semplicemente, a ciò che pensiamo di essere.
Ma quanto conosciamo il campo di possibilità entro cui tutto questo prende forma?
È una domanda che raramente ci poniamo, soprattutto quando ciò che facciamo sembra funzionare, ci rassicura o corrisponde all'idea che abbiamo di noi stessi.
Eppure, anche ciò che conosciamo e pratichiamo con maggiore convinzione può diventare una sorta di gabbia dorata: un territorio familiare, ricco di significato, nel quale continuiamo a muoverci senza accorgerci che esistono altre direzioni.
Attraverso ILIANTHEA possiamo osservare questi territori, riconoscerne le possibilità e i confini, portando l'attenzione anche su ciò che rimane inesplorato o non risulta disponibile dalla posizione osservata.
A quel punto il cambiamento diventa una possibilità da valutare, senza che qualcuno debba indicarci quale strada seguire. Gli strumenti non stabiliscono che cosa sia giusto o sbagliato, migliore o peggiore, né suggeriscono quali comportamenti abbandonare o quali scelte compiere.
Possiamo allora comprendere le implicazioni di ciò che abbiamo osservato e decidere liberamente se esplorare altre possibilità, come e quando.
Tutto questo è competenza di sé.
Ogni configurazione esprime una direzione. Riconoscerla permette di comprenderne le possibilità e i confini, lasciando aperta la scelta di ciò che farne.
Il progetto è in evoluzione.